Siamo arrivati al Triduo Pasquale, dopo quaranta giorni di preparazione iniziati il Mercoledì delle Ceneri. Pensando a tutto questo ascoltiamo le parole di don Tonino Bello: “cenere in testa e acqua sui piedi.

Una strada, apparentemente, poco meno di due metri. Ma, in verità, molto più lunga e faticosa. Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri. A percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala.”

Dalla mia testa ai piedi degli altri: questa è la sfida del cristiano, questa è la potenza della Pasqua! Lo Spirito di Cristo ci permette di cambiare il nostro modo di pensare e vedere le cose per uscire da noi stessi e servire gli altri.

Ma per noi cosa può significare la lavanda dei piedi?

Ce lo spiega sempre don Tonino Bello: “La lavanda dei piedi è la scuola dell’Amore; è il vangelo più eucaristico, perché l’Eucaristia è il massimo dell’abbassamento di Dio; la lavanda dei piedi è un atteggiamento talmente impossibile che solo Dio poteva inventarlo.

Non credere di poterci riuscire da solo.

È lavanda dei piedi quando fai, senza farti accorgere, un lavoro noioso che toccherebbe a un altro, senza brontolare o farlo pesare.

Lavi i piedi quando sei umiliato ingiustamente, o quando qualcuno ti butta in faccia un difetto in malo modo e tu non ti ribelli, ma accogli con umiltà la verità da qualunque parte venga, anche se detta senza carità.

Lavi i piedi quando sopporti con pazienza una persona indigesta.

Lavi i piedi quando per amore del Signore non ti risparmi, accettando qualsiasi lavoro, senza che qualcuno si accorga, senza ricevere approvazioni o ringraziamenti.”

Per riflettere….