BIGLIETTI PASTORALI DEI GIOVANI

3. Corpo, affetti, sessualità

*   «Negli affetti è importante il dialogo reciproco, che deve essere sincero e libero. Il covid è stata una bomba sociale, un trauma che ha aggravato la solitudine, soprattutto nelle persone introverse; ma ha fatto emergere anche tanti messaggi di prossimità e di speranza. Dovremmo evitare la banalizzazione del sesso, che tante volte è visto e vissuto come soddisfazione immediata e non come dono di Dio. Però la Chiesa dovrebbe darci le motivazioni, aiutarci a comprendere la bellezza della sessualità e superare l’approccio dei tabù. Tra la via dei libertini e quella dei fondamentalisti c’è la via del rispetto. Dobbiamo imparare ad accettare e amare il nostro corpo. Sarebbe bello avere delle linee-guida su questi argomenti all’interno dei nostri gruppi parrocchiali».

*   Alle dimensioni affettiva e sessuale, come è normale, i giovani sono particolarmente sensibili; e quelli tra loro credenti ne avvertono sia la preziosità sia la fragilità. Questi argomenti sono dei veri e propri “banchi di prova” per la credibilità delle comunità e del messaggio cristiano. Molti ragazzi abbandonano la pratica della fede proprio a motivo della difficoltà di comporre le tensioni naturali o indotte, che avvertono nel loro corpo, con i divieti, con i quali identificano la proposta cristiana. Sappiamo bene come spesso si tratti di percezioni distorte o interessate; ma dobbiamo comunque chiederci, noi adulti, se siamo in grado di testimoniare la bellezza degli affetti, del corpo e della sessualità. Spesso i giovani ci sfidano, perché sanno che su questi temi ci mettono in imbarazzo e vedono che tante volte ci limitiamo a dire che cosa si può o non si può fare, ma non riusciamo a dare delle motivazioni convincenti.

*   Eppure basterebbe attingere alla tradizione più solida, scavata con particolare profondità dal magistero di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, per dare sostanza all’antropologia cristiana e proporre una visione esigente, certo, ma anche esaltante. I giovani più sensibili sanno distinguere tra sfruttamento e dono; e sanno bene che la banalizzazione del sesso, oggi così manifesta nel bombardamento pornografico che colpisce già i bambini, non è la strada che il Signore ha tracciato per vivere la sessualità; che è invece la strada del rispetto, del dono, della gioia reciproca dentro ad un progetto di vita. E sono disponibili a confrontarsi, senza fare sconti a noi adulti, a patto di

*   non sentirsi giudicati ma accompagnati.

*   Nella nostra comunità esistono momenti di formazione e confronto su questi delicati e importanti argomenti? Ci sono esperienze positive da comunicare?

*   Quali proposte si possono immaginare, in accordo con le famiglie, per un’educazione affettiva e sessuale adatta a ragazzi e giovani? Che cosa chiediamo alla diocesi?

*   Oltre al rilancio dell’iniziativa “Quando si ama?”, rivolta agli adolescenti, ai genitori e agli educatori e organizzato dalla pastorale giovanile e familiare, i ragazzi a Campestrin hanno chiesto di organizzare un un week-end nel quale si possa approfondire l’effettivo insegnamento della Chiesa su corporeità, affetti e sessualità: si svolgerà dal 25 al 27 febbraio 2022. L’équipe del Servizio Interdiocesano per la Prevenzione, l’Ascolto e la Tutela dei Minori di Modena e Carpi sta predisponendo per questo anno pastorale dei percorsi di sensibilizzazione e formazione sul territorio: per i presbiteri, gli educatori, gli operatori Caritas, i capi scout, gli insegnanti di religione, gli educatori dei ragazzi e dei giovani, gli animatori degli oratori, gruppi sportivi e centri estivi, i catechisti. Nella pagina web all’interno del sito diocesano vi saranno aggiornamenti in tempo reale: www.chiesamodenanonantola.it/servizio-interdiocesano-per-la-prevenzione-lascolto-e-la-tutela-dei-minori.

LA SOLUZIONE MIGLIORE